Circular K.78

Circolare K.78

 

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CIRCOLARE N. K. 78                                      ROMA 24.12.2001

 

OGGETTO: Legge 14 dicembre 2000, n.379 concernente “Disposizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori appartenuti all’Impero austro-ungarico ed ai loro discendenti” -Indirizzi applicativi.

 

Con circolare p.n. in data 19 febbraio c.a. sono state impartite le prime direttive circa le modalità applicative della legge 14 dicembre 2000, n. 379 concernente “Disposizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori appartenuti all’Impero austro-ungarico e ai loro discendenti”.

In particolare, gli Ufficiali di stato civile dei comuni di residenza degli interessati o le nostre Autorità diplomatico-consolari per i residenti all’estero sono stati invitati ad accettare le dichiarazioni rese dai soggetti interessati e dai loro discendenti ai sensi dell’art. 1 della legge chiarendo che, benchè iscritte nei registri di cittadinanza, le stesse sarebbero state efficaci con effetto “ex tunc” solo al termine della procedura di riconoscimento ove favorevole, esperita da parte degli Organi centrali competenti.

Non appare superfluo ribadire che destinatari della normativa in argomento sono le persone ed i loro discendenti che risultano emigrate all’estero, ad esclusione della attuale Repubblica austriaca, prima del 16 luglio 1920 ed originarie dei territori gia appartenuti all’Impero austro-ungarico – costituitosi com’è noto nel 1867 – attualmente facenti parte dello Stato italiano che si identificano con i territori delle attuali province di Trento e Bolzano e nella Venezia Giulia, con l’attuale provincia di Gorizia e con quelli gia italiani ceduti alla Jugoslavia in forza del Trattato di Pace di Parigi del 10.2.1947 e di Osimo del 10.11.1975 (v. elenco allegato).

La disciplina in esame indica, pertanto, chiaramente sia i territori di emigrazione, sia l’arco temporale entro cui l’emigrazione ebbe a verificarsi ovvero tra il 25 dicembre 1867, data della costituzione dell’impero austro-ungarico (Ausgleich), ed il 16 luglio 1920, data di efficacia internazionale del Trattato di S.Germano.

Relativamente al termine discendenti deve altresì ritenersi che, in assenza di limitazioni poste dalla Legge al grado di parentela, siano da ricomprendervi tutti coloro che dimostrino la discendenza in linea retta dall’avo emigrato all’estero, nell’arco temporale di interesse, originario dei territori indicati.

Inoltre, per l’individuazione degli ulteriori requisiti legittimanti l’applicazione del regime di particolare favore, introdotto dalla nuova legge, si ritiene possa farsi riferimento sia alle disposizioni pattizie, che hanno riguardato i territori considerati dal testo legislativo, che alla disciplina vigente all’epoca dei fatti giuridicamente rilevanti ai fini dell’acquisto per nascita del nostro status civitatis.

Per quanto concerne le disposizioni pattizie, richiamate nel testo legislativo, si rileva che il Trattato di S. Germano, all’articolo 72, prevedeva per i residenti all’estero, già pertinenti dei territori ceduti all’Italia alla fine della prima guerra mondiale, il diritto di optare per la cittadinanza italiana mediante una dichiarazione di volontà. Tale schema procedurale risulta poi confermato nei Trattati di Parigi del 1947 (art.19) e di Osimo del 1975 (art. 3) con l’espressa indicazione oltre alla detenzione della residenza in quei territori ad una certa data, dell’ulteriore requisito dell’appartenenza al gruppo linguistico ed etnico italiano.

Inoltre, relativamente ai fatti giuridicamente rilevanti in materia di trasmissione della cittadinanza alla nascita, si osserva che fino al 1 gennaio 1948 le normative, che sono succedute, nel riconoscere lo ius sanguinis, non ne consentivano però la derivazione in via materna.

L’opportunità di attenersi ad un simile quadro di riferimento appare determinata dalla fondata ipotesi che, diversamente, potrebbe delinearsi la illegittimità costituzionale della normativa di che trattasi sotto il profilo del vizio di ragionevolezza delle relative disposizioni e delle eventuali disparità di trattamento nei confronti degli altri discendenti di nostri connazionali emigrati all’estero, incorsi successivamente nella perdita del nostro status civitatis.

Peraltro, tenuto conto dell’intricata situazione sotto l’aspetto etnico-linguistico delle aree in questione, il preventivo esame della documentazione da prodursi a corredo delle dichiarazioni di riconoscimento della cittadinanza sarà effettuato da un’apposita Commissione Interministeriale, in analogia alla procedura adottata per i mancati optanti ai sensi dei citati Trattati di Parigi e di Osimo.

La predetta Commissione, istituita con Decreto del Ministro dell’Interno del 2 marzo 2001 e composta da Rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, della Giustizia, dell’Università “La Sapienza” di Roma e di questo Dicastero, si è riunita in data recente ed ha individuato, in linea di massima, la documentazione sulla base della quale sarà effettuato l’accertamento del possesso dei requisiti previsti dalla legge, nonchè di quelli ulteriori, come sopra evidenziato, derivanti dal quadro di riferimento ai citati Trattati, con particolare riguardo all’accertamento dell’appartenenza al gruppo linguistico ed etnico italiano.

Ne consegue che il riconoscimento della cittadinanza sarà effettuato dal Ministero dell’Interno sulla base del preventivo avviso rilasciato dalla predetta Commissione.

Al fine, quindi, di acquisire ogni utile elemento in ordine alla sussistenza dei requisiti richiesti, i destinatari della disciplina introdotta dalla legge n.379/2000 dovranno produrre presso l’Ufficiale dello stato civile del Comune interessato o presso la competente Autorità consolare italiana, in caso di residenza all’estero, i seguenti documenti:

1) atto di nascita, possibilmente su modello internazionale;

2) certificato di residenza attuale;

3) documentazione idonea a dimostrare la nascita e la residenza nei territori presi in considerazione dalla legge ovvero la discendenza da soggetto originario di tali zone, in quest’ultimo caso andrà esibita idonea documentazione a dimostrazione della nascita e della residenza in quei territori del dante causa;

4) documentazione idonea a dimostrare l’emigrazione nell’arco temporale compreso tra l’anno 1867 ed il 1920 (passaporto o lasciapassare, documentazione attestante il trasferimento o il mantenimento all’estero della residenza nel periodo indicato);

5) certificazione attestante il possesso della cittadinanza straniera;

6) attestazione rilasciata da Circoli, Associazioni, Comunità di italiani presenti nel luogo (estero) di residenza contenente elementi idonei ad evidenziare l’italianità dell’interessato quali i seguenti:

  1. a) livello di notorietà dell’appartenenza al gruppo etnico-linguistico italiano da parte dell’interessato e dei suoi ascendenti;
  2. b) dichiarazione di appartenenza nazionale;
  3. c) data di iscrizione all’organismo che rilascia l’attestazione;

7) ogni altra utile documentazione comprovante l’appartenenza al gruppo etnico – linguistico italiano (ad es. copie autenticate di attestati di frequenza di scuole di lingua italiana e pagelle scolastiche, corrispondenza familiare ecc.).

Per quanto concerne la ventilata ipotesi che possano essere rese autocertificazioni in luogo dei documenti originali da esibire, da parte degli interessati a corredo delle dichiarazioni, si tiene ad evidenziare che, nei casi in cui si tratti di cittadini stranieri comunitari residenti all’estero, gli stessi non possono rendere dichiarazioni sostitutive della documentazione indicata.

L’Ufficiale dello stato civile ovvero l’Autorità diplomatica e consolare raccolta la dichiarazione mediante l’iscrizione negli appositi registri di cittadinanza, ne trasmetterà copia, unitamente alla documentazione prodotta dall’interessato, a questo Ministero competente ad emanare la comunicazione in ordine alla sussistenza in capo all’interessato e al di lui discendente dei requisiti e delle condizioni richieste per il riconoscimento della cittadinanza italiana.

Ove il dichiarante non abbia prodotto, in tutto o in parte, la prescritta documentazione l’Autorità competente ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. n.369 del 3 novembre 2000 lo inviterà a presentarla nel più breve tempo possibile, fissando un congruo periodo di tempo, ferma restando la validità, a tutti gli effetti, della data di presentazione della dichiarazione. Decorso il termine assegnato, in caso di inadempimento la documentazione prodotta, anche se incompleta, verrà comunque inviata.

L’Autorità che ha ricevuto la dichiarazione, i cui effetti sono da ritenersi sospesi fino all’emanazione della comunicazione dell’esito dell’accertamento, nel trasmetterla allo scrivente Ufficio vorrà esprimere il proprio motivato parere in ordine alla sussistenza in capo all’interessato, o al lui discendente, dei requisiti e delle condizioni richieste per la configurazione del diritto ad ottenere il beneficio invocato.

Per le dichiarazioni rese in Italia, l’Ufficiale dello Stato Civile, ricevuta la comunicazione ministeriale riguardante l’esito dell’accertamento ministeriale, ne farà annotazione in calce all’atto di nascita del dichiarante, dopo averlo trascritto.

Per le dichiarazioni raccolte all’estero, l’Autorità diplomatica o consolare trasmetterà copia della dichiarazione e della comunicazione dell’esito dell’accertamento ministeriale all’Ufficiale dello stato civile del comune italiano -da individuarsi ai sensi del medesimo art. 26, 1° comma, 2° periodo del D.P R. n.396-che provvederà alla loro annotazione sull’atto di nascita dell’interessato ed ai conseguenti adempimenti anagrafici, ai sensi del citato art. 26, 2° comma.

Della definizione di tali incombenze ne verrà data notizia a questo Ministero, alle SS.LL. ed alle locali Autorità di P.S.

Si precisa che il riconoscimento della cittadinanza avrà effetto dal giorno successivo a quello in cui la dichiarazione è stata resa, cosi come previsto dall’art.15 della legge sulla cittadinanza n. 91 del 5 febbraio 1992.

Ciò premesso, si pregano le SS.LL. di voler disporre affinchè il contenuto della presente comunicazione venga portato a conoscenza di tutti i Sigg. Sindaci dei Comuni ricadenti nell’ambito territoriale di rispettiva competenza, per l’opportuna informazione circa gli adempimenti di spettanza.

Tornerà gradito un cortese cenno di intesa ed assicurazione.

IL CAPO DIPARTIMENTO

f.to  (D’Ascenzo)

 

  1. A) TUTTI I COMUNI FACENTI PARTE DELLE ATTUALI PROVINCE DI TRENTO, BOLZANO e GORIZIA

 

  1. B) COMUNI RICONOSCIUTI FACENTI PARTI DEL REGNO D’ITALIA IN BASE AL TRATTATO DI RAPALLO DEL 12.11.1920:

La Dalmazia limitatamente alla città ed al Comune di Zara, alle frazioni di Borgo Erizzo, Cerno Boccagnazzo ed a parte della frazione di Diclo, l’Istria con le isole di Cherso e Lussino con le isole minori, le isole di Lagosta e Pelagosa con gli isolotti adiacenti (artt. 2 e 3 del suddetto Trattato).

 

VARIAZIONI DERIVANTI DAL TRATTATO DI PACE DI PARIGI DEL 10.2.1947

 

  1. C) COMUNI PASSATI ALLA JUGOSLAVIA

 

– Comuni già appartenenti all’antica prov. di Fiume:

 

1 Abbazia
2 Castel Jablanizza
3 Castelnuovo d’Istria
4 Clana
5 Elsane
6 Fiume
7 Fontana del Conte  (gia Moschiena)
8 Laurana
9 Matteria
10 Mattuglie
11 Primano
12 Valsanta Marina
13 Villa del Nevoso

 

– Comuni già appartenenti all’antica prov. di Gorizia:

 

1  Aidussina
2  Bergogna
3  Cal di Canale
4  Canale d’Isonzo
5  Caporetto
6  Castel Dobra
7  Cernizza Goriziana
8  Chiapovano
9  Circhina
10 Comeno
11 Gargaro
12 Gracova Serravalle del Carso
13 Idria
14 Merna Comeno
15 Montenero di Idria
16 Montespino
17 Opacchiasella
18 Plezzo
19 Ranziano
20 Rifembergo
21 Salona d’Isonzo
22 Sambasso
23 San Daniele
24 San Martino Quisca
25 S. Croce di Aidussir
26 SantaLucia d’Isonzo
27 San Vito di Vipacco
28 Sonzia
29 Tarnova della Selva
30 Temenizza
31 Tolmino
32 Vipacco
33 Zolla

 

– Comuni già appartenenti all’antica prov. di Pola:

 

1 Albona
2 Antignana
3 Arsia
4 Barbana d’Istria
5 Bogliuno
6 Broni Maggiore
7 Canfanaro
8 Cherso
9 Dignano d’Istria
10 Erpelle -Cosina
11 Fianona
12 Gimino
13 Lanischie
14 Lussingrande
15 Lussinpiccolo
16 Montona
17 Neresine
18 Orsera
19 Ossero
20 Parenzo
21 Pinguente
22 Pisino
23 Pola
24 Portole
25 Rovigno d’Istria
26 Rozzo
27 Sanvincenti
28 Valdarsa
29 Valle d’Istria
30 Visignano d’Istria
31 Visinada

 

– Comuni già appartenenti all’antica prov. di Trieste:

 

 

1 Bucuie
2 Cave Auremiane
3 Corgnale
4 Cossana
5 Crenovizza
6 Divaccia San Canziano
7 Duttogliano
8 Postumia Grotte
9 San Giacomo in Colle
10 San Michele di Postumia
11 San Pietro del Carso
12 Senosecchia
13 Sesana
14 Tomadio
15 Villa Slavina

 

– Comuni già appartenenti all’antica prov. di Zara:

 

1 Zara
2 Lagosta

 

– Comuni facenti parte della zona B dell’ex territorio libero di Trieste ceduti alla Jugoslavia in base al Trattato di Osimo del 10.11.1975:

 

 

1 Buie d’Istria
2 Capodistria
3 Cittanova d’Istria
4 Grisignana
5 Isola d’Istria
6 Maresego
7 Monte di Capodistria
8 Pirano
9 Umago
10 Verteneglio
11 Villa Decani

 

  1. D) COMUNI RESTITUITI ALL’ITALIA IN BASE AL MEDESIMO TRATTATO DI OSIMO DEL 10.11.1975:

 

1 Duino Aurisina (Diocesi di Gorizia)
2 Monrupino (Diocesi di Trieste)
3 Muggia (Diocesi di Trieste)
4 San Dorligo della Valle(Diocesi di Trieste)
5 Sgonico (Diocesi di Trieste)
6 Trieste (Diocesi di Trieste)

 

 

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Fonte: http://www.trentininelmondo.it/cittadinanza/documenti/Liv_3_circolare%20k78%2024.12.2001.pdf

 

Legge 12, 03/11/2000

LEGGE PROVINCIALE 3 novembre 2000, n. 12

Interventi a favore dei trentini emigrati all’estero e dei loro discendenti (1)

(b.u. 14 novembre 2000, n. 47)

Art. 1

Principi e finalità

  1. La Provincia autonoma di Trento riconosce:
  2. a)   il significato e il valore della presenza all’estero di una consistente popolazione di origine trentina e il contributo dato dall’emigrazione all’edificazione del Trentino e alla sua promozione all’estero;
  3. b)   l’emigrazione quale risorsa culturale ed economica da valorizzare in un rapporto di reciproco interesse tra la comunità trentina residente e quella emigrata;
  4. c)   la positività di relazioni interculturali quale fonte di reciproco arricchimento e momento di concreta manifestazione di solidarietà internazionale.
  5. La Provincia promuove e consolida, utilizzando le proprie competenze, le relazioni con i trentini all’estero e con i loro discendenti, in tal modo contribuendo all’attuazione delle politiche generali per gli italiani all’estero. In particolare essa promuove:
  6. a)   iniziative per diffondere la conoscenza della cultura italiana, con particolare riferimento alla specificità trentina, quale strumento per la consapevolezza e la conservazione delle radici;
  7. b)   iniziative per favorire la diffusione dell’informazione sul Trentino e sull’emigrazione trentina;
  8. c)   iniziative rivolte a consolidare anche nella popolazione residente la conoscenza e la memoria storica circa la vicenda dell’emigrazione trentina e a far conoscere la realtà attuale delle comunità trentine all’estero e le culture dei paesi nei quali le stesse sono integrate;
  9. d)   forme di comunicazione, di formazione, di partecipazione, di solidarietà e di aiuto fra e per gli emigrati trentini;
  10. e)   la valorizzazione dell’associazionismo fra gli emigrati trentini;
  11. f)   iniziative per l’elevazione culturale, professionale e materiale di emigrati trentini in situazioni svantaggiate;
  12. g)   iniziative per favorire il pieno inserimento degli emigrati trentini nel contesto socio-economico della società di accoglienza;
  13. h)   la valorizzazione di competenze professionali ed imprenditoriali di trentini all’estero, anche al fine di favorire rapporti economici tra il Trentino ed i paesi nei quali si sono consolidate comunità di origine trentina;
  14. i)   interventi rivolti ad agevolare il rientro degli emigrati che intendono rimpatriare ed il loro inserimento o reinserimento nel contesto socio-economico della provincia.

Art. 2

Destinatari degli interventi

  1. Sono destinatari degli interventi di questa legge gli emigrati trentini all’estero. Sono considerati emigrati trentini, anche se non sono in possesso della cittadinanza italiana:
  2. a)   le persone che, per nascita o residenza, sono originarie di un comune appartenente alla provincia di Trento e sono residenti all’estero; la residenza in un comune della provincia deve sussistere alla data dell’emigrazione e, ininterrottamente, nei dieci anni antecedenti;
  3. b)   il coniuge, non separato legalmente, i discendenti e loro coniugi, purché residenti all’estero, delle persone in possesso dei requisiti di cui alla lettera a), anche se non più residenti all’estero.
  4. La qualifica di emigrato di cui al comma 1 permane per due anni dalla data di acquisto o di riacquisto della residenza in Italia.
  5. omissis
  6. Fatta eccezione per le iniziative nell’ambito dell’informazione e della divulgazione culturale di cui all’articolo 7, sono escluse dagli interventi previsti dalla presente legge le persone dipendenti all’estero dallo Stato, da enti, istituzioni ed imprese italiani.
  7. La Giunta provinciale stabilisce con propria deliberazione le modalità di accertamento della qualifica di emigrato trentino all’estero e di ogni altro requisito necessario per l’accesso ai benefici disposti dalla presente legge (2).
  8. Ai fini dell’assolvimento di oneri od obblighi e dell’accesso a benefici disposti da leggi provinciali, la posizione del cittadino emigrato trentino all’estero ed iscritto all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) di un comune della provincia è parificata a quella del cittadino iscritto nell’anagrafe della popolazione residente (3).

Art. 3

Consultori all’estero

  1. Per la definizione e l’attuazione degli interventi a favore dei trentini all’estero, la Provincia si avvale della collaborazione di consultori, scelti nel numero massimo di quindici fra persone aventi i requisiti di cui all’articolo 2 e che abbiano maturato esperienze nell’ambito dell’associazionismo fra emigrati, degli organismi rappresentativi dell’emigrazione italiana, del volontariato, del lavoro, delle professioni e della cultura.
  2. Per la scelta dei consultori possono avanzare segnalazioni gli organismi associativi di primo e di secondo grado di cui all’articolo 6, le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari italiani e, ove costituiti, i comitati degli italiani all’estero (COMITES) di cui alla legge 8 maggio 1985, n. 205 (Istituzione dei comitati dell’emigrazione italiana), come da ultimo modificata dalla legge 18 dicembre 1997, n. 439.
  3. Le segnalazioni devono essere effettuate entro novanta giorni dalla richiesta. Trascorso tale termine, la Giunta provinciale nomina i consultori sulla base delle segnalazioni pervenute. In mancanza di segnalazioni, la Giunta provinciale provvede ugualmente alla nomina dei consultori.
  4. I consultori sono nominati dalla Giunta provinciale e restano in carica per la durata della legislatura.
  5. In caso di dimissioni, di impossibilità a espletare il proprio mandato o per il venir meno del rapporto fiduciario in base al quale è stato conferito il mandato, i consultori possono essere sostituiti dalla Giunta provinciale, anche facendo riferimento ai nominativi già segnalati. In alternativa alla sostituzione la Giunta provinciale può modificare la competenza dei consultori in carica, che operano in accordo con la struttura provinciale competente in materia di emigrazione (4).
  6. La competenza del consultore è riferita al territorio o a parti del territorio del Paese nel quale il consultore stesso risiede, secondo quanto stabilito dalla Giunta provinciale sentiti gli organismi iscritti al registro di cui all’articolo 6 e, ove occorra, può essere estesa ad altri Paesi.

Art. 4

Compiti del consultore

  1. Il consultore è il referente della Provincia nell’area di competenza assegnatagli, dove rappresenta le esigenze e le istanze delle collettività trentine ed opera su mandato della Provincia per il conseguimento dei fini di cui alla presente legge. In particolare:
  2. a)   mantiene i rapporti con gli emigrati trentini e con le loro associazioni, con gli organismi rappresentativi dell’emigrazione italiana, con le autorità locali, con le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari italiani, con gli istituti italiani di cultura;
  3. b)   contribuisce alla formulazione e all’attuazione degli interventi della Provincia, nonché alla verifica di congruità e di efficacia degli interventi stessi e delle relative spese da sostenersi all’estero;
  4. c)   entro il 31 ottobre di ogni anno presenta alla Giunta provinciale una relazione sullo stato delle collettività trentine che rappresenta.
  5. L’attività dei consultori è svolta a titolo di volontariato ed è coordinata dall’assessore provinciale competente per l’emigrazione o da un suo delegato.
  6. Della nomina dei consultori è data comunicazione al Ministero degli affari esteri, al consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE) e alle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane nei Paesi rientranti nell’area di competenza dei consultori stessi.
  7. La Giunta provinciale definisce i criteri e le modalità per la copertura delle spese sostenute dai consultori nello svolgimento delle funzioni e in particolare per:
  8. a)   rimborsare o sostenere direttamente le spese di viaggio, vitto e alloggio;
  9. b)   attribuire specifiche indennità orarie, in misura comunque non superiore a quelle previste per i dirigenti della Provincia, anche in alternativa a quanto previsto dalla lettera a);
  10. c)   corrispondere una somma forfetaria per spese telefoniche, postali e di cancelleria.
  11. Ai consultori, sentite le associazioni di cui all’articolo 6, possono essere affidati specifici incarichi per la realizzazione delle finalità di questa legge sulla base di apposita convenzione, che definisce anche i relativi impegni finanziari (5).

Art. 5

Conferenza dei consultori e partecipazione delle associazioni

  1. Allo scopo di definire le linee progettuali e programmatiche degli interventi provinciali in materia di emigrazione, viene convocata, di norma una volta all’anno, la conferenza dei consultori.
  2. Alla conferenza partecipano i legali rappresentanti degli organismi iscritti al registro di cui all’articolo 6 e due consiglieri, di cui uno su indicazione delle minoranze, designati dal Consiglio provinciale per la durata della legislatura.
  3. I legali rappresentanti degli organismi di cui al comma 2 vengono inoltre periodicamente convocati allo scopo di collaborare alla predisposizione e alla verifica dello stato di attuazione degli interventi.

Art. 6

Associazioni e concessione di contributi alle stesse

  1. La Provincia riconosce la funzione sociale, culturale, formativa ed assistenziale svolta dagli organismi associativi che, in base ad un ordinamento interno democratico, operano senza fini di lucro a favore degli emigrati trentini e dei loro discendenti, mantenendo vivi i legami con la terra d’origine.
  2. Al fine di instaurare e consolidare i rapporti fra il Trentino e la gente trentina all’estero, è istituito presso l’ufficio emigrazione della Provincia il registro delle associazioni degli emigrati trentini all’estero. In detto registro sono iscritti gli organismi associativi di secondo grado aventi sede in provincia di Trento, che dimostrano di avere operato per almeno cinque anni, e costituiti da almeno cinque organismi associativi di primo grado di cui al comma 3.
  3. Ai fini dell’iscrizione al registro, gli organismi associativi di primo grado devono risultare costituiti da almeno trenta soci appartenenti a nuclei familiari distinti ed in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2; è considerata valida l’iscrizione ad un solo organismo associativo.
  4. Nel caso di regioni in cui non sia presente alcun organismo associativo di primo grado, la Giunta provinciale può stabilire per la costituzione del primo di essi un numero minimo di soci di cui al comma 3 inferiore a venti.
  5. A partire dal 31 ottobre 2009 all’organismo che rappresenta il maggior numero di associati e di paesi nei quali gli stessi sono presenti, la Provincia può concedere contributi annuali, nella misura massima del 95 per cento della spesa ammessa, per sostenerne l’attività e per la realizzazione di specifici progetti d’intervento a favore di emigrati trentini all’estero e di loro discendenti (6).
  6. La Giunta provinciale stabilisce con propria deliberazione le modalità e i termini per la presentazione delle domande d’iscrizione al registro e di contributo, i criteri per la determinazione della spesa ammessa, per la concessione e per l’erogazione del contributo, nonché le modalità per i controlli e per la rendicontazione (7).
  7. In deroga ai termini di cui al comma 6, la Provincia può concedere agli organismi iscritti nel registro sovvenzioni fino al 100 per cento della spesa ritenuta ammissibile per la realizzazione di interventi relativi a particolari esigenze di carattere umanitario rivestenti i requisiti dell’imprevedibilità e dell’urgenza.

Art. 7

Informazione e divulgazione culturale

  1. La Provincia, anche in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati, può sostenere spese per la pubblicazione e la diffusione dell’informazione agli emigrati, con particolare riferimento agli interventi a favore dell’emigrazione e alla divulgazione culturale.
  2. Al fine di promuovere nella popolazione trentina una maggiore conoscenza del fenomeno, dei problemi e della risorsa dell’emigrazione e per favorire forme di partecipazione, di incontro e di solidarietà, le pubblicazioni e i materiali inerenti l’emigrazione possono essere diffusi anche in provincia e a livello nazionale.
  3. In deroga a quanto disposto dall’articolo 2, le iniziative di cui al comma 1 possono essere estese ad enti, istituzioni e persone interessati alle problematiche dell’emigrazione trentina.

Art. 8

Attività sociali e culturali

  1. La Provincia può sostenere spese per:
  2. a)   promuovere in Italia e all’estero incontri fra e con emigrati trentini, nonché incontri con le altre comunità regionali italiane all’estero e con le popolazioni dei paesi ospitanti;
  3. b)   fornire alle comunità trentine all’estero materiali, strumenti ed attrezzature per mantenere il collegamento e promuovere nelle società delle quali fanno parte la conoscenza delle specificità storiche, istituzionali, sociali, culturali ed economiche della terra trentina;
  4. c)   promuovere lo studio della lingua italiana;
  5. d)   contribuire, mediante apposite convenzioni e la messa a disposizione di idonei materiali, alla promozione e allo sviluppo all’estero di sezioni di cultura italiana presso università, scuole, biblioteche, istituzioni e centri culturali aperti alla generalità dei cittadini;
  6. e)   promuovere rapporti di gemellaggio tra scuole, associazioni, gruppi sportivi e organismi culturali del Trentino e le comunità di origine trentina all’estero, al fine di facilitare occasioni di conoscenza, di confronto e di scambio interculturali e di sensibilizzazione ai problemi dell’emigrazione.
  7. La Provincia può altresì istituire borse di studio per la frequenza in Italia e all’estero di corsi scolastici anche universitari nonché per la partecipazione a soggiorni di studio e di qualificazione di insegnanti di lingua e cultura italiana, ancorché non di origine trentina, i quali operino a favore di comunità trentine all’estero.

Art. 9

Soggiorni e interscambi

  1. La Provincia può sostenere spese per promuovere ed organizzare soggiorni formativi e di istruzione ed iniziative di interscambio che coinvolgano studenti e lavoratori trentini ed emigrati.
  2. Alle iniziative di cui al presente articolo possono partecipare emigrati all’estero originari di altre regioni italiane a condizione che le relative spese siano assunte dalle regioni competenti. In tal caso le spese sono anticipate dalla Provincia e successivamente reintegrate dalle regioni interessate.

Art. 10

Studi, indagini e ricerche

  1. La Provincia può sostenere spese per promuovere ed incentivare iniziative che consentano di acquisire al patrimonio storico-culturale del Trentino studi, indagini, ricerche, testimonianze, documenti e materiale d’archivio sul fenomeno migratorio. A tale scopo la Giunta provinciale può anche istituire borse di studio o di ricerca presso università, scuole, fondazioni, istituti e centri di ricerca italiani e stranieri, assegnare premi per tesi di laurea e per altri lavori di ricerca, nonché sostenere spese per la pubblicazione e divulgazione degli stessi.
  2. I risultati delle iniziative di cui al comma 1 possono essere diffusi secondo quanto disposto all’articolo 7, comma 3.

Art. 11

Interventi di promozione e sviluppo

  1. La Provincia può sostenere spese a favore di singoli emigrati, di gruppi, di organismi associativi, di comunità trentine all’estero per la realizzazione di specifici interventi di promozione e sviluppo nei settori della formazione scolastica e professionale, della solidarietà e della promozione socio-economica.

1 bis. Per l’erogazione degli interventi di solidarietà previsti da questo articolo le persone di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), devono essere emigrate prima del 31 dicembre 1970. Gli interventi possono essere concessi alle persone di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), limitatamente ai parenti in linea retta fino al quarto grado e ai loro coniugi non separati legalmente.

1 ter. Anche per ottimizzare le risorse finanziarie impiegate la Provincia cura la banca dati degli interventi di solidarietà previsti dal comma 1, nella quale sono inserite le informazioni relative ai soggetti destinatari degli interventi.

  1. Per la realizzazione delle attività e degli interventi di cui al comma 1 la Provincia può avvalersi della collaborazione dell’organismo associativo previsto dall’articolo 6, comma 5 e di competenti uffici ed organismi dei Paesi nei quali le iniziative vengono attuate (8).

Art. 12

Interventi per il rimpatrio

  1. La Provincia può sostenere spese per l’accoglimento di nuclei familiari che rimpatriano, per il loro trasporto dalla località di arrivo sul territorio nazionale alla località di destinazione e per immediate necessità di prima sistemazione.
  2. La Provincia può disporre il rimborso anche parziale delle spese di viaggio di rimpatrio ovvero, su motivata richiesta di uffici consolari italiani, disporne il prepagamento, nonché concorrere alle spese per il trasporto delle masserizie e, anche in presenza di interventi previsti nell’ambito dei servizi socio-assistenziali di base, corrispondere speciali contributi e sostenere spese per favorire l’inserimento o il reinserimento in Italia.
  3. La Provincia può rimborsare le spese sostenute per la traslazione in Italia di salme di emigrati all’estero, per la parte eventualmente non coperta da enti o istituzioni pubblici o privati. Per spese di traslazione devono intendersi le sole spese di trasporto, comprese quelle dipendenti dall’osservanza di prescrizioni di legge. La domanda è presentata alla Provincia, dal coniuge o dal convivente, ovvero da uno dei genitori o dei figli, ovvero da un fratello o sorella.

3 bis. Per la corresponsione dei benefici previsti da questo articolo le persone di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), devono essere emigrate prima del 31 dicembre 1970. Gli interventi possono essere concessi alle persone di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), limitatamente ai parenti in linea retta fino al secondo grado e ai loro coniugi non separati legalmente (9).

  1. La Giunta provinciale stabilisce con propria deliberazione le modalità e i termini per la presentazione delle domande, per la determinazione della spesa ammessa, per la concessione e per l’erogazione del contributo, nonché i criteri per la determinazione della misura degli interventi di cui al comma 2.

Art. 13

Incentivazione alle attività economiche

  1. La Provincia attua interventi rivolti ad agevolare gli emigrati che rientrano definitivamente in Trentino e che avviano attività economiche, anchein forma associativa, nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi, secondo quanto previsto dalla legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6(Interventi della Provincia autonoma di Trento per il sostegno dell’economia e della nuova imprenditorialità. Disciplina dei patti territoriali in modifica della legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4 e disposizione in materia di commercio), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 19 giugno 2000, n. 7, e dalle leggi provinciali di settore, nelle misure massime ivi previste.
  2. La Provincia può inoltre concorrere in misura non superiore al 90 per cento alle spese documentate di trasporto di macchinari e di strumenti di lavoro posseduti all’estero e trasferiti in provincia per l’avvio di attività.
  3. Nella concessione delle agevolazioni previste dalle leggi provinciali d’incentivazione alle attività economiche, a parità di condizione con gli altri richiedenti, è data priorità agli emigrati che siano rientrati da non più di un anno alla data di presentazione della domanda.

Art. 14

Interventi in materia di edilizia abitativa

  1. Nei piani previsti dall’articolo 1, comma 2, della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21(Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa), come modificato dall’articolo 23 della legge provinciale 3 settembre 1993, n. 23, sono previsti annualmente specifici interventi nell’ambito dell’edilizia abitativa pubblica ed agevolata da destinare agli emigrati di origine trentina. Fermo restando quanto diversamente previsto dal presente articolo, per l’attuazione degli interventi stessi si applica la disciplina contenuta nella medesima legge provinciale n. 21 del 1992, come da ultimo modificata dall’articolo 34 della legge provinciale 4 settembre 2000, n. 11.
  2. Per gli interventi di cui al comma 1 sono stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale:
  3. a)   i termini per la presentazione delle domande;
  4. b)   la documentazione tecnico-amministrativa da allegare alla domanda;
  5. c)   la quantificazione e la specificazione, ove necessario, delle spese ammissibili a contributo;
  6. d)   i criteri e le modalità per la concessione, la determinazione, l’erogazione e la liquidazione dei contributi;
  7. e)   i criteri e le modalità per l’assegnazione degli alloggi di edilizia abitativa pubblica;
  8. f)   ogni altro elemento necessario per l’attuazione del presente articolo.
  9. In deroga a quanto disposto all’articolo 82, commi 1 e 2, della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21, come da ultimo modificato dall’articolo 44 della legge provinciale 27 agosto 1999, n. 3, in ordine al rispetto dell’obbligo di occupazione, l’alloggio oggetto del contributo deve essere occupato entro cinque anni dalla data del verbale di accertamento di fine lavori in caso di realizzazione di opere, o dalla data di consistenza e conformità in caso di acquisto. Qualora l’alloggio venga occupato dopo il suddetto termine, il beneficiario è tenuto alla restituzione di una quota dei contributi già erogati nella misura e con le modalità stabilite con deliberazione della Giunta provinciale. In caso di mancata occupazione dell’alloggio entro dieci anni dalla data del verbale di accertamento di fine lavori in caso di realizzazione di opere, o dalla data di consistenza e conformità in caso di acquisto, si applicano le disposizioni di cui al comma 2 dell’articolo 82 della medesima legge provinciale n. 21 del 1992.
  10. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche agli emigrati già beneficiari di contributi concessi ai sensi delle previgenti disposizioni in materia di edilizia abitativa; sono inclusi i casi per i quali sia già stato adottato il provvedimento sanzionatorio in applicazione dell’articolo 55 della legge provinciale 6 giugno 1983, n. 16(Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa).
  11. Le deliberazioni di cui al comma 2 sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione.

Art. 15

Assegnazione di aree edificabili

  1. Nell’assegnazione di aree destinate ai piani per l’edilizia abitativa ed ai piani per gli insediamenti produttivi, i comuni possono riservare, per un periodo di almeno due anni, una quota non superiore al 10 per cento delle aree stesse a favore di emigrati di origine trentina rimpatriati in provincia.

Art. 16

Estensione degli interventi in materia di edilizia abitativa e di aree edificabili

  1. Gli interventi previsti dagli articoli 14 e 15 sono estesi ai cittadini della ex Jugoslavia di origine trentina, ai sensi dell’articolo 2 della presente legge, che abbiano stabilito la residenza in un comune della provincia di Trento in data successiva al 31 dicembre 1990 ed abbiano acquisito la cittadinanza italiana ovvero siano muniti di regolare permesso di soggiorno. Tale estensione opera per cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 17

Funzionario delegato

  1. Il Presidente della Giunta provinciale ha la facoltà di autorizzare presso la tesoreria provinciale aperture di credito a favore di funzionari delegati per l’attuazione degli interventi di cui alla presente legge. Ove ricorrano le condizioni, si applicano le norme di cui all’articolo 5, commi 6 e 7, della legge provinciale 17 marzo 1988, n. 10(Sostegno alla cooperazione per lo sviluppo), come modificato dall’articolo 3 della legge provinciale 29 aprile 1993, n. 14.

Art. 18

Convenzioni

  1. Per la realizzazione degli interventi previsti dalla presente legge la Giunta provinciale può stipulare apposite convenzioni secondo quanto previsto dalla legge provinciale 19 luglio 1990, n. 23(Disciplina dell’attività contrattuale e dell’amministrazione dei beni della Provincia autonoma di Trento), come da ultimo modificata dall’articolo 8 della legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3, ricorrendo prioritariamente agli organismi associativi di cui all’articolo 6.

Art. 19

Abrogazione e norme transitorie

  1. Fermo restando quanto previsto dal comma 2, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate:
  2. a)   la legge provinciale 28 aprile 1986, n. 13(Interventi nel settore dell’emigrazione);
  3. b)   l’articolo 8 della legge provinciale 20 gennaio 1987, n. 3(Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Provincia autonoma di Trento – legge finanziaria);
  4. c)   gli articoli 20 e 21 della legge provinciale 2 maggio 1990, n. 13(Interventi nel settore dell’immigrazione straniera extracomunitaria);
  5. d)   l’articolo 9 della legge provinciale 29 aprile 1993, n. 14(Modificazioni alle leggi provinciali 17 marzo 1988, n. 10sulla cooperazione per lo sviluppo, 28 aprile 1986, n. 13 sull’emigrazione, e 13 febbraio 1992, n. 8 sul volontariato, nonché disposizioni sugli interventi per l’emergenza);
  6. e)   l’articolo 1 della legge provinciale 12 settembre 1994, n. 6(Disposizioni modificative della normativa vigente in materia di lavori pubblici di interesse provinciale e in materia di edilizia abitativa);
  7. f)   le lettere l), m) e n) del comma 1 dell’articolo 7 della legge provinciale 12 febbraio 1996, n. 3(Disposizioni sulla proroga degli organi amministrativi);
  8. g)   l’articolo 46 della legge provinciale 27 agosto 1999, n. 3(Misure collegate con l’assestamento del bilancio per l’anno 1999).
  9. Gli atti conseguenti agli impegni di spesa assunti entro la data di cui al comma 1 sono definiti secondo le procedure previste dalla legge provinciale 28 aprile 1986, n.13e dalle disposizioni ivi richiamate.
  10. Le domande presentate ai sensi della legge provinciale 28 aprile 1986, n. 13, per le quali non si sia ancora provveduto alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere esaminate secondo la disciplina prevista dalla presente legge.
  11. Nella prima applicazione della presente legge:
  12. a)   le associazioni già iscritte ai sensi dell’articolo 21 della legge provinciale 28 aprile 1986, n. 13sono iscritte d’ufficio nel registro delle associazioni degli emigrati trentini all’estero di cui all’articolo 6 della presente legge (10);
  13. b)   fino al 31 dicembre 2000 gli interventi e le spese di cui agli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 possono essere attuati sulla base di quanto previsto dalla legge provinciale 28 aprile 1986, n. 13.

Art. 20

omissis (11)

Art. 21

Entrata in vigore

  1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

NOTE

(1)   In base all’art. 9 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16 questa legge può essere citata usando solo il titolo breve “legge provinciale sugli emigrati trentini”, individuato dall’allegato A della l.p. n. 16 del 2008.

(2)   Vedi la deliberazione della Giunta provinciale 30 dicembre 2004, n. 3202 (b.u. 25 gennaio 2005, n. 4).

(3)   Articolo così modificato dall’art. 76 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23.

(4)   Comma così sostituito dall’art. 76 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23.

(5)   Articolo così modificato dall’art. 7 della l.p. 22 dicembre 2004, n. 13.

(6)   Comma così modificato dall’art. 76 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, dall’art. 48, comma 1 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16.(per una disposizione transitoria connessa a queste due modificazioni vedi il comma 2 dell’art. 48 della l.p. n. 16 del 2008 e dall’art. 32 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2.

(7)   Per i criteri vedi la deliberazione della Giunta provinciale 6 aprile 2001, n. 800 (b.u. 2 maggio 2001, n. 18).

(8)   Articolo così modificato dall’art. 76, comma 4 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23. Per una disposizione transitoria connessa vedi il comma 7 dello stesso art. 76.

(9)   Comma aggiunto dall’art. 76, comma 5 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23. Per una disposizione transitoria connessa vedi il comma 7 dello stesso art. 76.

(10)   Lettera così sostituita dall’art. 58 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3.

(11)   Disposizioni finanziarie.

fonte: http://www.consiglio.provincia.tn.it/banche_dati/codice_provinciale/clex_documento_camp.it.asp?pagetype=camp&app=clex&at_id=6846&type=testo&blank=Y

 

 

Legge n. 379 – 14/12/2000

 

Legge 14 dicembre 2000, n. 379

Disposizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori appartenuti all’Impero austro-ungarico e ai loro discendenti.

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 19 dicembre 2000

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:

 

Art. 1.

  1. La presente legge si applica alle persone di cui al comma 2, originarie dei territori che sono appartenuti all’Impero austro-ungarico prima del 16 luglio 1920, e ai loro discendenti. I territori di cui al presente comma comprendono:
  2. a) i territori attualmente appartenenti allo Stato italiano;
  3. b) i territori gia’ italiani ceduti alla Jugoslavia in forza:

1) del trattato di pace fra l’Italia e le Potenze alleate ed associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 e reso esecutivo in Italia con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 28 novembre 1947, n. 1430;

2) del trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica socialista federativa di Jugoslavia firmato ad Osimo il 10 novembre 1975, ratificato e reso esecutivo in Italia ai sensi della legge 14 marzo 1977, n. 73.

  1. Alle persone nate e gia’ residenti nei territori di cui al comma 1 ed emigrate all’estero, ad esclusione dell’attuale Repubblica austriaca, prima del 16 luglio 1920, nonche’ ai loro discendenti, e’ riconosciuta la cittadinanza italiana qualora rendano una dichiarazione in tal senso con le modalita’ di cui all’articolo 23 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
  2. E’ abrogato l’articolo 18 della legge 5 febbraio 1992, n. 91.

 

Art. 2.

  1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

 

Data a Roma, addi’ 14 dicembre 2000

CIAMPI Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Fassino

 

Fonte: http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00379l.htm

Legge n.51 – 23/02/2006

Legge 23 febbraio 2006, n. 51

“CONVERSIONE IN LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DEL DECRETO-LEGGE 30 DICEMBRE 2005, N. 273, RECANTE DEFINIZIONE E PROROGA DI TERMINI, NONCHE’ CONSEGUENTI DISPOSIZIONI URGENTI. PROROGA DI TERMINI RELATIVI ALL’ESERCIZIO DI DELEGHE LEGISLATIVE”

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2006 – Supplemento Ordinario n. 47

(…)

Art. 28-bis.
Riconoscimento della cittadinanza italiana agli emigrati dai territori attualmente italiani, già austroungarici, e ai loro discendenti.

  1. Per le persone di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 14 dicembre 2000, n. 379, il termine di cinque anni di cui al comma 2 del medesimo articolo 1 e’ prorogato di ulteriori cinque anni.

(…)

Art. 40.
Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficialedella Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

Fonte: http://www.camera.it/parlam/leggi/06051l.htm

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Bilhares Perini – Rio do Oeste-SC › http://www.bilharesperini.com.br/

Biscoitos Zagonel › http://www.biscoitoszagonel.com.br/

Cachalot embalagens – Curitiba/Pr › http://www.cachalot.com.br/

Café Tirol – Bairro Santa Olimpia/Piracicaba-SP › http://www.cafetirol.com.br

Camara de Comércio italo-brasileira Parana › http://www.italocam.com.br/

Carlini Tecnologia e Assistencia Tecnica › http://www.carlini.com.br/

Cattoni Tur Park Hotel – Salete-SC › http://www.cattoniturparkhotelsalete.com.br/

CBG – Centro Brasileiro de Gestão › www.cbgconsultoria.com.br

Chocolates Santa Catarina › http://www.chocolatesantacatarina.com.br/

Cinco Elementos Saúde – Recife – PE › http://www.ducatti.it/

Cliniga Caes e Gatos – Lages › http://www.cvcaesegatos.com.br/

Confindustria Trento › http://www.confindustria.tn.it/

Construtora Giacomazzi › http://www.giacomazzi.com.br/

Conteg contabilidade – Rio do Sul-SC › http://www.cgconteg.com.br/

COOP Trento – Argentina › http://www.cooptrento.com.ar/

Cooperativa Trento Chaqueña – Argentina › http://www.cooptrento.com.ar/

Cooperazione Trentina › http://www.cooperazionetrentina.it/

Dalçoquio Transportes › http://www.dalcoquio.com.br/

DellAndrea – Agencia de Viagens – Blumenau – SC › http://www.dellandreatur.com.br/

Espaço Gestalt – Curitiba-PR › http://www.espacogestalt.com/

Fattoria antiga rendena – La trisa – Trento › http://www.fattoria-rendena.it/

Federazione trentina della cooperazione › http://www.ftcoop.it/

Floriani Equipamentos › www.florianiequipamentos.com.br

Goldenbras – Florianopolis-SC › http://www.goldenbras.com.br/

Guedes Arquitetura – Blumenau › http://www.guedesarquitetura.com.br/

Imobiliaria Gottardi – Florianopolis › http://www.gottardimoveis.com.br/

INOCOOP/SC › http://www.inocoopsc.com.br/

Jacinto Imoveis – Blumenau-SC › http://www.jacintoimoveis.com.br/

Laticinio Tirol – Treza Tilias › http://www.tirol.com.br/

Leila Alberti – Artista Plástica › http://www.leilaalberti.com/

Lunelli Textil › http://www.lunelli.com.br/

Oziel Montibeller | fotógrafo › http://www.maxschwoelk.com

Prodotti trentini › http://www.prodottitrentini.it/

Rodapé Line – Florianopolis/SC › http://www.rodapeline.com/

Salvadori Brasil – Rio dos Cedros › http://www.salvadoribrasil.com.br/

Sistema Cooperativo Trentino › http://trento.infocooperazione.it/

SUOLI – Engenharia Geotécnica – Florianopolis – SC › http://www.suoli.com.br/

The best portraits – New York › http://www.thebestportraits.com/

VIVAZ Propaganda – Timbó-SC › http://www.vivazpropaganda.com.br/

Zagonel Duchas – Pinhalzinho-SC › http://www.zagonel.com.br/

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Vinicola Neotrentina – Nova Trento – SC › http://www.vinicolaneotrentina.com.br/

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Família Perini › http://www.familiaperini.com/

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Familias Visintainer e Beber › www.familiavisintainerbeber.blogspot.com

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Braska Band – Trento › http://www.braska.it/

Glockenthurm – Roncegno Terme e Ronchi Valsugana (TN) › http://www.glockenthurm.it/

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Renato Borghetti › http://www.renatoborghetti.com.br/

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Giunta Provinciale › http://www.giunta.provincia.tn.it/

Presidente della PAT › http://www.presidente.provincia.tn.it/

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Comites Curitiba › http://www.comitescuritiba.org.br/

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Consulado Geral da Itália – São Paulo › http://www.conssanpaolo.esteri.it/

Consulado Geral da Itália – Porto Alegre › http://www.consportoalegre.esteri.it/

Consulado Geral da Itália – Rio De Janeiro › http://www.consriodejaneiro.esteri.it/

Consulado Geral Italiano em Curitiba › www.conscuritiba.esteri.it

SITES ITALIANOS

Alcides Degasperi › http://www.degasperi.net/

Borghi italia › http://www.borghitalia.it/

Emigrazione – Italia › http://www.emigrazione.it/

Instituto Latino Americano › http://www.iila.org/

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Ministero dell’Università e della Ricerca › http://www.miur.it/

MIUR – Studiare in Italia › http://www.studiare-in-italia.it/

Università degli Studi di Firenze › http://www.unifi.it/

Università degli Studi di Siena › http://www.unisi.it/

Università degli Studi di Trento › http://www.unitn.it

Università di Roma “La Sapienza” › http://www.uniroma1.it/

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