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Grande partecipazione alle iniziative per il 50° dell'ATNM

«Facendo costante riferimento allo spirito cristiano di servizio, nei suoi cinquant’anni di attività l’Associazione Trentini nel mondo non ha tradito il mandato dei fondatori e della comunità. Ha fatto sentire vicina la terra trentina a centinaia di migliaia di suoi concittadini lontani, ha fatto da ponte fra loro e le istituzioni ha costruito una rete di amicizie, di affetti, di rapporti umani e di interessi materiali ed immateriali di immensa portata e valore, convinta che i tanti trentini all’estero rappresentano un Trentino esteso e una grande opportunità»: con queste parole il presidente della Trentini nel mondo ha concluso la sua relazione in occasione della cerimonia con la quale questa mattina è stato celebrato il 50° anniversario di fondazione dell’Associazione.

Erano oltre trecento le persone presenti presso la sede della Federazione Trentine della Cooperazione, molte delle quali in rappresentanza degli oltre duecento Circoli trentini sparsi in tutto il mondo.

E proprio parlando dei Circoli, il presidente Pisoni li ha definiti «la parte maggiore del patrimonio costruito in cinquanta anni» affermando che «costituiscono una rete mondiale di comunicazione fra conterranei, offrono punti di riferimento in ogni parte del mondo, esercitano la solidarietà, possono essere i veri gangli dell’internazionalizzazione del Trentino».

«L’azione e l’impegno dell’Associazione - ha spiegato Pisoni - sono sempre stati guidati dalla convinzione di operare per un mandato implicito conferito dalla comunità trentina che le chiedeva di porsi come suo strumento per instaurare e mantenere rapporti costanti con i concittadini all’estero, per aiutare la mediazione culturale, esercitare la solidarietà, riproporre, in nome della comune origine, storia e cultura una nuova unità di popolo.

Pisoni ha anche ribadito con forza l’importanza dell’associazionismo precisando che «le migliaia di articolazioni all’estero delle associazioni regionali che si occupano di emigrazione, se aiutate e seguite, possono rappresentare un potenziale immenso anche per la diffusione della lingua e della cultura italiana».

Nella sua relazione il presidente ha ripercorso alcune tappe fondamentali della vita dell’Associazione, fondata nel 1957 per iniziativa delle Acli di Trento e di Bolzano, dell’Azione Cattolica, della Pontificia Opera Assistenza e della Democrazia Cristiana di Trento.

Fin dall’inizio – ha ricordato Pisoni - l’Associazione si è sforzata di capire quali fossero realmente le sofferenze e le necessità di chi emigrava Attraverso incontri con i trentini emigrati, furono messi a fuoco i problemi, si fissarono le priorità e si individuarono le istituzioni alle quali rivolgersi per portarli a soluzione. Fra i momenti cruciali Pisoni ha citato il contributo dato nel 1966 dalla Trentini nel mondo alla nascita dell’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati), quando si sentì la necessità di poter contare su un soggetto a carattere nazionale capace di raccogliere le istanze degli emigrati e rappresentarle ai massimi livelli: Parlamento, Governo e Comunità Europea.

Altre pietre miliari nella storia della Trentini nel mondo sono la nascita dei Circoli, che a partire dagli Anni 70 subisce una forte spinta; nel 1975 c’è poi il varo della prima legge provinciale in tema di emigrazione che designava i possibili campi d’intervento diretto della Provincia; negli Anni 90 c’è l’avvio di interventi di solidarietà che dai sussidi di sopravvivenza per i più bisognosi si estesero via, via al piano case ed ai progetti di cooperazione allo sviluppo, in risposta ai problemi delle comunità di origine trentina soprattutto nei paesi del Sud America; sempre negli anni 90 all’interno dell’Associazione si dà vita al Gruppo giovani, che con le sue diramazioni in tutto il mondo ha concorso in modo determinante alla riuscita dei congressi mondiali dei giovani voluti dall’Assessorato Provinciale per l’emigrazione nel 1998 e nel 2003.

Subito dopo la relazione del presidente Pisoni, ha preso la parola Lorenzo Dellai, presidente della Provincia autonoma di Trento.

«Il mio – ha affermato con forza il presidente, non vuole essere un saluto rituale; sono qui per ringraziare per questa storia importante, scritta dall’Associazione assieme al Trentino, con tutte le sue componenti. Il grazie va prima di tutto ai fondatori, e a tutte le persone che nel mondo hanno costruito e fortificato con impegno e fiducia questa esperienza. La Trentini nel Mondo – ha proseguito Dellai – ha stabilito rapporti di qualità ed eccellenza con tutti gli emigrati nel mondo, anche perché parlare di emigrazione significa parlare dei grandi passi avanti compiuti dal Trentino. Il progresso della terra trentina non è avvenuto per caso, ma grazie anche agli emigrati, al loro sacrificio, e oggi loro si aspettano che noi siamo all’altezza di questa storia. Gli emigrati oggi, e i loro Circoli nel mondo rappresentano veri giacimenti di memoria cui il Trentino di oggi deve attingere per salvaguardare l’identità e la memoria».

Dellai ha poi fatto un appello alla Trentini nel Mondo, «perché possa essere custode di questa memoria» ed ha assicurato il sostegno della Provincia in un’ottica di sana autonomia e rispetto dei rispettivi ruoli fra ente pubblico ed associazione.

Viva riconoscenza verso la geniale intuizione di 50 anni fa dei fondatori della Trentini nel Mondo è stata espressa da Iva Berasi, assessore all’Emigrazione della Provincia. «L’Associazione – ha affermato - è nata per vero spirito di solidarietà, per far sentire meno soli gli emigrati; una storia lunga 50 anni e carica di difficoltà, superate attraverso l’unità e la collaborazione dei suoi soci e collaboratori. Tutto questo è oggi un patrimonio incredibile, che si declina in rapporti, amicizie, sostegno economico, formazione professionale e scolastica, supporto giuridico per la richiesta di cittadinanza, legami di solidarietà e cooperazione internazionale».

L’auspicio espresso dall’assessore è che tutto questo possa continuare, nella speranza che si possa arrivare ad unificate le due Associazioni che attualmente operano in Trentino nel campo dell’emigrazione.

«Ringrazio la Trentini nel Mondo – ha concluso il suo intervento l’assessore Berasi – perché lungo tutta la sua storia ha fatto in modo che l’albero simbolo dell’emigrazione trentina diventasse grande e fecondo».

Un caloroso applauso ha accolto il saluto Rino Zandonai, dal 1990 direttore della Trentini nel Mondo. «Sono momenti come questi – ha affermato con evidente commozione – che danno la carica e trasmettono la forza di continuare nel lavoro. L’Associazione, i Circoli, i collaboratori mi hanno dato tantissimo, mi hanno permesso di crescere, e spero di essere riuscito a dare qualcosa anch’io, garantendo fin da ora la volontà di voler dare tanto anche per il futuro».

All’intervento di Zandonai è seguito un altro momento particolarmente emozionante ed altamente simbolico. A nome dei Circoli del loro paese di provenienza, hanno portato il loro saluto trentini provenienti da Argentina, Belgio, Bosnia Erzegovina, Serbia, Brasile, Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Nord America (Stati Uniti e Canada), Paraguay, Romania, Svizzera, Uruguay, Italia. Hanno portato il saluto anche un rappresentante dei Circoli ex emigrati e del Gruppo Giovani.

La cerimonia è poi proseguita con un omaggio a Bruno Fronza e Lino Vettori, fondatori e primi firmatari dell’atto notarile che il 10 novembre 1957 vide la nascita della Trentini nel Mondo. Prima della consegna di una targa a ricordo e a perenne riconoscenza per il lavoro profuso nell’Associazione, Bruno Fronza ha voluto salutare i presenti, indirizzando cordiali parole di ringraziamento a quanti, a Trento come nel mondo, hanno tenuto fede all’impegno di solidarietà assunto con la nascita della Trentini nel Mondo, «perché l’emigrato fosse considerato un trentino a tutti gli effetti».

«Senza risparmiarsi - ha ricordato Fronza che dell’associazione è stato vice presidente vicario e poi presidente fino al 1994- si lavorò negli anni per garantire appoggio, sostegno, garanzie e tutele a quanti emigravano, ponendosi a livello nazionale e provinciale quale voce di tutti gli emigrati e delle loro famiglie».

«Auguro alla Trentini nel Mondo – ha concluso il presidente onorario dell’Associazione – di continuare per il meglio, non venendo meno allo spirito di umiltà, impegno ed entusiasmo con cui ha lavorato in tutti questi anni».

Prima degli interventi delle autorità presenti, un altro momento della cerimonia ha avuto come protagonisti i rappresentanti dei Circoli, che hanno consegnato dei regali alla Trentini nel mondo.

«Il mio intervento – ha poi esordito prendendo la parola Dario Pallaoro, presidente del Consiglio Provinciale di Trento – si riassume tutto in due parole: grazie e ancora. “Grazie” per il cammino compiuto nel riannodare i fili della memoria e dell’identità, scongiurando l’oblio della coscienza di un popolo e “ancora”, perché l’Associazione è riuscita negli anni a buttare il cuore al di là degli ostacoli, aprendo prima un sentiero, poi una strada su cui molti oggi si incamminano a passi sicuri»
Un breve saluto è stato anche portato da Franz Pahl, Presidente del Consiglio della Regione Autonoma Trentino Alto Adige. «La Trentini nel Mondo – ha detto - ha fatto di tutti i trentini dispersi nel mondo un’unica comunità, viva e aperta. Essa ha tenuto prensente al Trentino i propri figli emigrati ed ha lavorato perché essi fosse ricostruita l’identità e l’amore per la terra di origine».

Gli interventi delle autorità presenti sono stati chiusi da quello di mons. Luigi Bressan, Arcivescovo di Trento, da sempre amico e sostenitore della Associazione e degli emigrati in tutto il mondo.

Dopo aver letto il saluto inviato all’Associazione dal Santo Padre, mons. Bressan ha ringraziato l’Associazione per le bellissime pagine scritte in questi 50 anni. «Pagine che sono state scritte dai moltissimi emigrati, da chi ha fondato e lavorato per la Trentini nel Mondo, dalle autorità e anche dalla Chiesa trentina, che con i suoi Pastori e missionari ha fatto sentire meno lontana la terra di origine, accompagnando con il supporto della fede i migranti nelle loro vicende».

mons. Bressan ha poi portato il saluto personale e un augurio caloroso all’Associazione da parte di mons. Giancarlo Bregantini, di origini trentine, da tredici anni Pastore della Diocesi di Locri- Geraci in Calabria e da pochi giorni chiamato dal Papa a seguire la Diocesi di Campobasso.

La chiusura della manifestazione è stata affidata alla proiezione del documentario “Storie di Mondo”, che è stato co-prodotto dal Museo storico in Trento e da Format – Centro Audiovisivi della Provincia autonoma di Trento.

Il documentario – con la regia di Lorenzo Pevarello e molto apprezzato dal folto pubblico presente in sala - è stato realizzato proprio in occasione del 50° della Trentini nel mondo per ricordare le esperienze che hanno accomunato moltissimi trentini negli anni ?50 e ?60 del secolo scorso.

Il documentario è suddiviso in due parti. Una parte introduttiva descrive la condizione di disagio socio-economico che affliggeva il Trentino nel secondo dopoguerra e la mancanza di possibilità lavorative che potessero permettere un futuro migliore.

Nella seconda vengono descritte alcune esperienze di emigrati: in Belgio, in Svizzera, in Argentina e in Gran Bretagna. Le testimonianze sono di Bruno Braus, Giorgio Cimadon, Cesare Fava, Guglielmo Filippi, Lina Peterlana, Lino Folgheraiter, Maria Ausilia Paolazzi e Luigi Povinelli; arricchite da estratti dai documentari “Paesi Morti”.

Il video è stato molto apprezzato dal folto pubblico presente in sala che ha anche ringraziato con un applauso il “Quartetto di ottoni della Scuola musicale di Primiero”, che aveva aperto la mattinata con l’esecuzione degli Inni d’Europa, d’Italia e del Trentino.


 


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