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Anche in Trentino molte iniziative per dire «no» al razzismo


Appuntamento lunedì mattina primo marzo, dalle 10 alle 12 davanti all'Ospedale S. Chiara di Trento per un presidio con le lavoratrici delle pulizie immigrate.

La sera del 1 marzo dalle 20.30 presso l'Aula Magna del Museo di scienze naturali, in via Calepina 14 a Trento, festa antirazzista. Con l'OrcheXtra Terrestre, Andrea Castelli, il film "Sidelki" sulle badanti in Trentino di Katia Bernardi

   

«Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?
Il Comitato «Primo marzo 2010» si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.

Questo movimento nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli.  Si collega e si ispira a «La journée sans immigrés: 24h sans nou», il movimento che in Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati per il 1 marzo 2010.

Il Comitato ha redatto un «manifesto programmatico».

Il colore di riferimento di «Primo marzo 2010» è il giallo, scelto perché è considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica: il giallo non rimanda infatti ad alcuno schieramento in particolare.

Sono migliaia ormai le donne e gli uomini stranieri che vivono e lavorano in Italia e in Trentino:hanno lasciato i loro paesi “spinti” da ingiustizie e povertà provocate dall’inasprirsi degli squilibri economici internazionali, dalla dissoluzione di sistemi politici ed economici, dalla violenza terribile delle pulizie etniche e delle guerre “umanitarie”, dalla repressione di regimi dittatoriali. Sperano di costruire qui una vita serena e dignitosa: cercano benessere materiale, certo, ma anche libertà, democrazia. Portano con sé bisogni e speranze, ma anche cultura, storia, capacità.

I lavoratori stranieri sono utili e necessari: offrono una forza lavoro necessaria, utile e conveniente perché lo Stato non ha sopportato alcun costo per la loro formazione e perché accettano lavori e condizioni che i lavoratori italiani da tempo hanno smesso di accettare. Ma ridurre la prospettiva dell’accoglienza alla dimensione della pura convenienza economica è scelta miope e fallimentare. Considerare la persona straniera solo nella condizione subalterna e limitante di braccia per “l’azienda Italia”, cui negare però con durezza ogni accesso ai diritti di cittadinanza sociale, civile e politica, produce solo una molteplicità etnica caotica, separata e conflittuale.

Anche perché i giovani figli di immigrati, stranieri solo per condizione giuridica, ma che vivendo e studiando in Italia hanno maturato modelli di comportamento ed aspettative di inclusione pari a quelle degli amici italiani, mai si rassegneranno, giustamente, ad un futuro di esclusione e di discriminazione.

Per un ben altro modello di convivenza il 1° marzo manifesteranno i cittadini dell’immigrazione e dell’Italia che dice «No» al razzismo, nell’interesse di tutti: perché la costruzione di forme di convivenza davvero rispettose della dignità e dei diritti di tutti non è una questione che riguarda solo le persone straniere, cui offrire magari una pur generosa solidarietà, ma è impegno che investe le forme della convivenza e la qualità dei rapporti sociali, nella loro globalità, dell’intera comunità del Paese e del Trentino.

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PER ULTERIORI INFORMAZIONI: www.primomarzo2010.it

FONTE DELLA NOTIZIA: www.trentininelmondo.it

 


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